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Il pm pressa Salvini: “Fate sbarcare i minori” dalla sea watch

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Foto LaPresse - Carmelo Imbesi 08/11/2017 Pozzallo (IT) cronaca Migranti - La nave Sea Watch 3 della ONG Sea-Watch con a bordo 58 migranti e il cadavere di un bimbo di due anni arriva al porto di Pozzallo in provincia di Ragusa Nella foto: Sea Watch 3 fa il suo ingresso nel porto di Pozzallo Photo LaPresse - Carmelo Imbesi 08/11/2017 Pozzallo (IT) news Migrants - The NGO ship Sea Watch 3 with 58 migrants and the dead body of a two year old child arrives at the port of Pozzallo in the province of Ragusa Sicily In the pic: the ship Sea Watch 3 makes its entry into the port of Pozzallo

 – Sab, 26/01/2019 – 06:00  PER ILGIORNALE.IT

Prima provano a processarlo, e ora a incrinare la linea dura scelta da Matteo Salvini sull’immigrazione.

A contrastare il ministro dell’Interno, ancora una volta, è la magistratura. A questo giro tocca alla procura dei minori di Catania chiedere a Salvini (e al titolare del Mit, Danilo Toninelli) di far scendere a terra i minori non accompagnati a bordo della Sea Watch 3. Perché lasciarli in mare è «una grave violazione dei loro diritti», come scrive il procuratore per i minorenni della città etnea, Caterina Ajello. «Hanno 17 anni», replicano dal Viminale. Il pm entra così nella polemica sulla nave della ong tedesca (ma battente bandiera olandese), che ieri ha visto ancora scontrarsi il primo cittadino partenopeo, Luigi De Magistris, e il ministro dell’Interno. Con il primo che offre il porto di Napoli alla nave Sea-Watch e ai suoi 47 migranti e col titolare del Viminale che replica, stizzito, che in Italia «non c’è alcuno spazio», prima di rimarcare di essere al lavoro «per gli interessi degli italiani» mentre De Magistris, invece, «continua a occuparsi solo di immigrati».

Un botta e risposta che vede la componente pentastellata del governo accorrere a schierarsi sulla stessa linea dettata dal leader leghista. Non solo per mantenere compatto il governo su un punto delicato, ma anche come effetto dei sondaggi, che vedono Salvini galoppare il tema immigrazione con risultati eccellenti, e che dunque consigliano ai suoi alleati di governo di allinearsi senza troppo tentennare.

Ecco dunque che, se Salvini ringhia, l’altro vicepremier non se ne sta in silenzio. Anzi. Con un post su Facebook, Di Maio va all’attacco dell’Ong, assicurando «supporto medico e sanitario» dal governo, «qualora ne avesse necessità», ma invitandola «ancora» a lasciare le acque territoriali italiane per «puntare la prua verso Marsiglia». E visto che la nave batte bandiera olandese, ecco la richiesta di «convocare immediatamente l’ambasciatore olandese e chiedergli che intenzioni abbia il suo governo: chiederanno, assieme a noi, alla SeaWatch 3 di andare a Marsiglia o li faranno sbarcare a Rotterdam?». In serata, fa sapere però lo stesso Di Maio, l’Olanda ha risposto picche al governo italiano facendo sapere che «non spetta a loro» risolvere il problema.

Al coro dell’esecutivo sulla questione Sea Watch si unisce anche Toninelli, attaccando la Ong perché, quanto ai soccorsi ai 47 migranti, «li hanno fatti loro e, come era già capitato recentemente, purtroppo non hanno rispettato la legge del mare», perché «avrebbero dovuto attendere la guardia costiera libica», essendo il salvataggio «avvenuto nel mare libico». La posizione del ministro dei trasporti, insomma, va a ruota di quella di Di Maio, e sulla stessa falsariga del titolare del Viminale: «A questo punto direi che come ben dice il vicepremier Di Maio – prosegue Toninelli – si dovrebbero dirigere verso la Francia, verso Marsiglia». Anche Toninelli, peraltro, pur chiedendo a Macron di dire «venite dalla mia parte», rinfocola la polemica con i Paesi Bassi, rimarcando, come «alternativa», che «siccome sulla SeaWatch c’è una bandierina olandese che sventola, e siccome non mi pare che gli olandesi abbiano ancora detto nulla, trovino la maniera migliore per prendersi in carico i migranti».

E un messaggio all’Aja, appunto, lo aveva mandato già Salvini, firmando in mattinata «una lettera indirizzata al governo olandese in cui lo stesso governo viene ufficialmente e formalmente incaricato di occuparsi della imbarcazione battente bandiera olandese».

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