Home Rassegna Stampa Estera IL REDDITO DI CITTADINANZA SOLO A ”4.5 MILIONI DI PERSONE”

IL REDDITO DI CITTADINANZA SOLO A ”4.5 MILIONI DI PERSONE”

0
Roma, 9 mar. (askanews) - A distanza di oltre un anno dalla presentazione da parte del governo al Parlamento, è arrivato il via libera alla delega che introdurrà il "reddito di inclusione" (Rei). Così si chiamerà la misura di contrasto alla povertà che dovrà essere "unica a livello nazionale" e "condizionata" alla "prova dei mezzi". Sul tavolo ci sono 1 miliardo e 640 milioni di euro per il 2017 e 1,8 miliardi nel 2018. Lo strumento interesserà, secondo stime del governo, 400mila nuclei familiari pari a un milione e 77mila persone e dovrebbe poter garantire circa 500 euro al mese a famiglia coinvolta. Priorità verrà data a nuclei con minori. Il sostegno economico sarà legato a doppio filo con politiche attive per il lavoro: potrà accedere al reddito di inclusione, infatti, chi aderisce "a un progetto personalizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa". L'esecutivo ha sei mesi di tempo per varare un decreto di attuazione della delega che definirà nel dettaglio i requisiti per l'accesso al reddito di inclusione ma il ministro Giuliano Poletti ha assicurato che il dlgs arriverà molto prima. Nel frattempo è in attesa della firma del ministro dell'Economia il decreto del ministero del Lavoro che amplia la platea del Sia, il sostegno per l'inclusione attiva, la misura sperimentata nei principali Comuni d'Italia e poi estesa a tutta la Penisola che assegna una carta prepagata con 400 euro al mese e che prevede l'individuazione di un progetto personalizzato di attivazione sociale e lavorativa. Un percorso "ponte" in vista dell'entrata a regime del reddito di inclusione e che dovrebbe anticipare la possibilità attesa dal Rei (che sostituirà il Sia) di allargare il numero dei beneficiari al milione e 77mila persone (di cui 800mila minori) stimati dall'esecutivo e portare i 400 euro al mese previsti sinora dalla Sia a circa 480 euro. Le persone in povertà assoluta certificate dall'Istat sono 4,5 milioni. Sinora, con il Sia sono state accolte solo 65mila domande per un totale di 230mila persone. A questo punto bisognerà vedere come il passaggio al Rei (che dovrà essere strutturale e potrà contare su più risorse) si concretizzerà sul territorio e se riuscirà a dare i risultati annunciati dal governo. Con il Rei arriverà anche il riordino delle prestazioni di natura assistenziale, fatta eccezione per quelle rivolte agli anziani, al sostegno della genitorialità e alla disabilità. Ci sarà poi il rafforzamento del coordinamento degli interventi in materia di servizi sociali con l'obiettivo di garantire in tutto il territorio nazionale i livelli essenziali delle prestazioni. Questi i principali criteri cui dovrà attenersi il governo nell'attuare la delega. 1)REDDITO INCLUSIONE NAZIONALE. Una misura unica a livello nazionale con carattere universale e condizionata alla prova dei mezzi che dovrà tenere conto, sulla base dell'Isee, dell'effettivo reddito disponibile e di indicatori della capacità di spesa. 2)PRIORITA' SU MINORI, DISABILI GRAVI, DISOCCUPATI. Nel prevedere un graduale incremento del beneficio e una graduale estensione dei beneficiari si dovrà dare la priorità ai nuclei familiari con figli minori o con disabilità grave o con donne in stato di gravidanza accertata o con persone di età superiore a 55 anni in stato di disoccupazione. 3)SI DOVRA' ADERIRE A PROGETTO PROPOSTO. Il beneficiario dovrà aderire a un progetto personalizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa finalizzato all'affrancamento dalla condizione di povertà. 4)IN CAMPO INPS, COMUNI E TERZO SETTORE. L'Inps gestirà l'e rogazione dell'assegno mentre i Comuni in collaborazione con le organizzazioni del terzo settore saranno il motore sul territorio della costruzione dei piani personalizzati di inclusione sociale. 5)CONTROLLI PER VERIFICARE REQUISITI ACCESSO. L'Inps dovrà verificare, anche servendosi dei servizi di anagrafe e attraverso il rafforzamento del sistema informativo dei servizi sociali, i requisiti vantati dai beneficiari. 6)REI "A TEMPO" CON EVENTUALE RINNOVO. Il governo dovrà stabilire una durata del beneficio prevedendone la possibilità di rinnovo, subordinatamente alla verifica del persistere dei requisiti, ai fini del completamento o della ridefinizione del percorso previsto dal progetto personalizzato. Si stabiliranno anche le cause di sospensione e decadenza.

Roma, 5 nov. (askanews) – Il reddito di cittadinanza partirà nei primi tre mesi del 2019 e coinvolgerà una platea di 4,5 milioni di persone. Così Così in un post pubblicato sul Blog delle Stelle. “Il solito sistema non vuole accettare in nessun modo che il Governo del Cambiamento abbia finalmente messo nero su bianco la Manovra del Popolo – è scritto nel blog – quindi tenta in ogni modo di screditare il nostro lavoro, generando confusione e allarmismo. Lo ripetiamo ancora una volta: sul Reddito di Cittadinanza, sul taglio alle pensioni d’oro, sulla quota 100 e tutte le altre misure della Manovra il Movimento 5 Stelle non arretra di un millimetro. […] Il Reddito di Cittadinanza partirà nei primi tre mesi del prossimo anno. La platea dei beneficiari coinvolge 4,5 milioni di persone, e non è individuata in base alle dichiarazioni dei redditi – come lascia intendere Fubini – bensì in base all’Indicatore della situazione economica equivalente (Isee). L’Isee è un indice che serve a misurare la situazione economica delle famiglie e considera non soltanto il reddito, ma anche il patrimonio mobiliare e immobiliare e la composizione dei nuclei familiari”.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here