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COSA PENSA PAPA FRANCESCO DEI SOCIAL?

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Città del Vaticano, 29 set. (askanews) – “Siamo membra gli uni degli altri (Ef 4,25). Dalle community alle comunità”. E’ il tema che Papa Francesco ha scelto per la prossima Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali.

“Il rischio del nostro tempo è quello di costruire tribù invece di comunità”, commenta Paolo Ruffini, prefetto del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede, commentando con Vatican News e Radio Vaticana. “Tribù fondate sulla esclusione dell’altro. Occorre – credo – reagire a questa deriva narcisistica che, concentrando il nostro sguardo e il nostro amore solo su noi stessi, divide il mondo in due: noi e gli altri. E’ questo che ci impedisce di vedere nell’altro un fratello, un figlio di Dio, e Dio. Occorre spezzare questo “incantesimo” e ritornare a sentirci una cosa sola. Come dice San Paolo: ‘Membra gli uni degli altri’”. I social “hanno trasformato la società della comunicazione in società della conversazione. Sono il luogo dove si formano le nostre identità, specialmente quelle dei più giovani. La conversazione può costruire relazioni vere, belle, solide. Oppure nutrirsi di odio, del meccanismo amico-nemico, e quando questo accade non c’è una relazione vera; il rischio è di precipitare all’indietro convinti di stare andando avanti. La presenza social del Papa offre una alternativa, un punto di vista diverso. In qualche modo – mi sembra di poter dire – si collega alla radice francescana del suo Pontificato. Ridà alla Rete il suo significato più bello. Non qualcosa che ti intrappola, ma qualcosa che ti libera, e che ti fa strumento di libertà! La comunione è il migliore antidoto contro tutto ciò che è falso. Mi viene in mente la Preghiera Semplice di San Francesco d’Assisi: ‘Signore, fa’ di me uno strumento della tua pace; dove è odio, fa’ ch’io porti amore; dove è offesa, ch’io porti il perdono’”.

Il tema, si legge in una nota pubblicata dalla sala stampa della Santa Sede, “sottolinea l’importanza di restituire alla comunicazione una prospettiva ampia, fondata sulla persona, e pone l’accento sul valore dell’interazione intesa sempre come dialogo e come opportunità di incontro con l’altro”. Con questo tema, prosegue la nota, “si sollecita così una riflessione sullo stato attuale e sulla natura delle relazioni in Internet per ripartire dall’idea di comunità come rete fra le persone nella loro interezza”. Alcune delle tendenze “prevalenti nel cosiddetto social web – prosegue il comunicato – ci pongono infatti di fronte a una domanda fondamentale: fino a che punto si può parlare di vera comunità di fronte alle logiche che caratterizzano alcune community nei social network? La metafora della rete come comunità solidale implica la costruzione di un noi, fondato sull’ascolto dell’altro, sul dialogo e conseguentemente sull’uso responsabile del linguaggio”.

Già nel suo primo Messaggio per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, nel 2014 – ricorda la nota – il Santo Padre aveva fatto un appello affinché Internet sia “un luogo ricco di umanità, non una rete di fili ma di persone umane”. La scelta del tema del Messaggio del 2019 conferma dunque “l’attenzione di Papa Francesco per i nuovi ambienti comunicativi e, in particolare, per le Reti Sociali dove il Pontefice è presente in prima persona con l’account @Pontifex su Twitter e il profilo @Franciscus su Instagram”.

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